Creative Commons License This work is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 3.0 Unported License.

Wednesday, 3 April 2013

Notiziario dalla Grecia #6 - 31 marzo 2013

Tradotto da Massimiliano Sfregola

Le notizie di RB News International di questa settimana:

  • La settimana passata a Cipro è trascorsa tra trattative finanziarie, proteste e violenza.
  • E le proteste continuano anche a Calcídia, in seguito all'incriminazione di una ventina di attivisti.
  • Sotto i riflettori ancora una volta, le condizioni disumane dei detenuti migranti e dei casi di suicidio nelle stazioni di polizia.
  • La festa nazionale del 25 marzo, si è svolta tra cortei accompagnati da pesanti misure di sicurezza e diversi incidenti causati da Alba Dorata.

1. Grecia e Cipro

Manifestazioni hanno avuto luogo in Grecia ed a Cipro, Domenica e Lunedi scorso, per protestare contro la decisione dell'Eurogruppo di ristrutturare le due maggiori banche dell'isola. Le misure, si prevede avranno gravi conseguenze sull'assetto dell'economia cipriota. In Grecia, attivisti di sinistra, hanno srotolato durante la parata del Giorno dell'Indipendenza a Salonicco il 25 Marzo, un grande striscione con su scritto "Siamo tutti ciprioti". Altre manifestazioni, organizzata dal AKEL, principale partito di opposizione del paese, hanno avuto luogo nell'isola durante la settimana, con la presenza di impiegati delle banche ma anche studenti universitari mentre Giovedi sera si sono svolti dei cortei organizzati da ELAM, il partito cipriota, gemello di Alba Dorata.
Le banche di Cipro hanno riaperto Giovedi scorso a mezzogiorno avviando un rigoroso controllo sul movimento dei capitali, dopo essere state chiuse per quasi due settimane. La riapertura non ha registrato incidenti. Le lunghe code al momento dell'apertura, soprattutto di fronte alla Laiki Bank ed alla Banca di Cipro, entrambe in fase di ristrutturazione, sono state liquidate in poche ore.
Non è diminuta, tuttavia la tensione intorno alla filiale greca della Banca di Cipro e nella stessa Cipro. Lunedi ', una filiale della banca è stata bruciata a Limassol, mentre un'altra filiale è bruciata Giovedi a Volos, per mano di persone identificate come membri di Alba Dorata, da parte della polizia greca. L'organizzazione neonazista ha negato ogni addebito. Mercoledì sera, una grande esplosione ha avuto luogo presso la residenza del magnate armatore greco, Panagiotis Tsakos ad Atene. Nonostante le ragioni dell'attentato restino ignote, è da notare che Tsakos è membro del consiglio di amministrazione della Banca di Cipro.
Mentre i media internazionali hanno posto l'accento sulle responsabilità della Grecia e degli imprenditori greci nello scoppio della crisi di Cipro, in particolare l'impatto del debito sulle banche cipriote ed i giochi poco chiari condotti da banchieri greci, i media ellenici hanno evitato questo problema o hanno cercato di far ricadere la colpa sulle autorità cipriote. Mercoledì sera, il canale televisivo SKAI ha intervistato il magnate greco e presidente della Banca Laiki Andreas Vgenópulos, che non solo ha cercato di far ricadere la colpa interamente sulle autorità finanziarie dell'isola ma ha anche puntato il dito contro il ministro cipriota delle finanze


2. Skuriés

Il Giorno dell'Indipendenza, il corteo nella città di Ierissos, in Calcídia, si è svolto nell'ambito di una manifestazione contro la miniera. Gli studenti hanno sfilato con indosso magliette con scritte "No alla miniera d'oro" e "Gas lacrimogeno nelle scuole? 7 marzo, 2013. " Ierissos è al centro del movimento di protesta contro i piani di estrazione mineraria di Calcídia, attività che potrebbe causare un disastro ambientale irreparabile, in una regione dall'ecosistema particolarmente ricco. La protesta degli studenti ha preso di mira la militarizzazione della città da parte della polizia lo scorso 7 marzo, un'operazione molto brutale, durante la quale lacrimogeni sono stati lanciati nel cortile della scuola, ferendo diversi adolescenti, poi ricoverati con ferite alla testa e problemi respiratori.
Dopo il corteo, abitanti di Ierissos si sono uniti ad altri residenti della zona ed hanno marciato in direzione del villaggio di Megali Panayiá ed hanno marciato insieme, fino all'ingresso del bosco acquistato dalla Oro Greco, succursale della multinazionale Eldorado Gold. Hanno preso parte alla manifestazione che si è conclusa senza incidenti, almeno 1500 persone.
Una vicenda singolare, ha avuto come teatro Calcidia, lo scorso 21 Marzo: una violenta tempesta ha trascinato diverse barche di pescatori di Ierissos fino al Golfo di Stratoni, la città dove si trovano uffici e capannoni della società mineraria e dove la maggior parte dei residenti locali, impiegati del settore minerario, sostengono con forza la miniera. I residenti in preda al panico hanno pensato che una piccola flotta di invasori provenienti da Ierissos, stesse sferrando un attacco e per questa ragione hanno allertato la polizia e le autorità portuali. I pescatori di Ierissos, ignari, hanno proseguito a bordo il loro lavoro e sono venuti a conoscenza dell'accaduto, solo alle prime ore dell'alba.
Intanto, 20 attivisti, accusati dalla polizia di essere stati coinvolti nel rogo presso la miniera di Skuries dello scorso 17 Febbbraio, sono stati interrogati dalla polizia di Salonicco e rischiano un'incriminazione. La polizia avrebbe rilevato 9 capi d'imputazione grave e 7 lieve.
Avvocati degli attivisti sostengono che le accuse si basano sulla testimonianza di tre dipendenti della Oro Greco e su intercettazioni telefoniche che lasciano dubbi sull'effettiva attendibilità. Nel frattempo, Amnesty International ha chiesto alle autorità greche di condurre tempestive, imparziali ed efficaci indagini sulle accuse alla polizia di violazioni dei diritti umani nella città di Ierissos, il mese scorso. L'organizzazione ha espresso preoccupazione per la segnalazione di violazioni dei diritti umani, compresi gli interrogatori senza la presenza di legali e quelli a minori, la raccolta di campioni di DNA con la forza, l'uso eccessivo e improprio di gas lacrimogeni ed altro ancora.


3. Atene stazione di polizia Drapetsona

Giovedi ', 21 marzo, un rifugiato dalla Palestina di 28 anni, Ibrahim Faraj, in sciopero della fame da giorni, è morto presso la stazione di polizia Drapetsona di Atene dove era
detenuto, senza processo, con l'accusa di "immigrazione illegale" ai sensi delle leggi promulgata dal governo greco. Ibrahim aveva iniziato lo sciopero della fame il 14 febbraio, come decine di altri prigionieri che protestavano contro l'eccessiva durata della loro detenzione. Come riportato da avvocati ed organizzazioni antirazziste, lo sciopero della fame è stata accolta con repressione e pestaggi.
In particolare l'ottavo giorno di sciopero della fame, Ibrahim Faraj, fisicamente debilitato ha ceduto e come testimoniato da suoi compagni di prigionia, la polizia lo ha costretto ad ingerire dello shampoo.
In risposta a questi eventi, cittadini del Pireo, hanno inscenato Giovedi 27 marzo una marcia di protesta e di solidarietà con i detenuti. Una volta giunti all'ingresso della stazione di polizia di Drapetsona, è stato concesso ad una delegazione di 5 manifestanti di entrare nella prigione per poter incontrare i migranti. Secondo quanto denunciato da uno di loro, le condizioni dei detenuti all'interno del centro di detenzione, sarebbero pessime.
Presso la stazione di polizia di Drapetsona sono rinchiuse 100 persone stipate in 70 celle da oltre 9 mesi e cioè dalla data di inizio dell'operazione "Xenia Zeus". Senza poter lasciare le celle , a causa dell'assenza di spazi comuni, senza servizi igienici e con solo due bagni a disposizione, sono molti ad ammalarsi e frequenti sono i casi di infezioni della pelle e di altre malattie.
Durante la visita, un detenuto si è ferito in un atto di autolesionismo provocato nel disperato tentativo di sfuggire alla situazione di detenzione e tortura che dura da 9 mesi. Dopo questo incidente, il comandante della stazione di polizia ha ordinato di liberare il migrante.
Incidenti all'interno delle prigioni dove sono detenuti immigrati in condizioni disumane, sono stati segnalati negli ultimi anni in molte parti del paese.

4. Sfilata il 25 marzo

Con l'adozione di rigide misure di sicurezza, volte a prevenire episodi di contestazione all'indirizzo dei membri del governo in carica, si sono svolte ad Atene e Salonicco leparate per commemorare il 25 marzo, giorno che segna l'inizio della rivoluzione che ha portato alla liberazione dall 'Impero ottomano ed alla creazione di uno stato greco indipendente. Ad Atene, sono stati dispiegati più di 2.500 poliziotti nel centro della città. Blindati della polizia e ringhiere sono state collocate in fondo a piazza Syntagma ed è stato consentito l'accesso solo a persone autorizzate. La circolazione libera era possibile solo in
porzioni limitate del centro. Le proteste si sono svolte in aree isolate, mentre la stazione della metropolitana di piazza Syntagma è rimasta chiusa.
A Salonicco, la polizia ha adottato severe misure di sicurezza e non ha permesso ai cittadini di avvicinarsi al funzionario a meno di 150metri.
Scontri e arresti, hanno avuto luogo durante le celebrazioni nel villaggio di Perajora e nella città di Loutraki in Grecia meridionale, quando il deputato di Alba Dorata eletto a Corinto, Efstácios Búkuras, è giunto per depositare una corona di fiori al monumento ai caduti della rivoluzione . In Perajora tre persone hanno contestato il parlamentare e l'incidente si è concluso con l'intervento della polizia. Poco dopo, a Loutraki, non appena lo stesso Búkuras, aveva ripetuto il gesto di deporre la corona di fiori, un giovane si è avvicinato per rimuoverla scatenando una lotta che ha coinvolto anche la polizia che ha impiegato gas lacrimogeni per cercare di riprendere il controllo della piazza, arrestando poi dei membri di Alba Dorata. Il deputato ha cercato di giustificare la detenzione. Un altro episodio si è svolto presso il commissariato di polizia di Loutarki dove il comandante della polizia locale ha rimosso, sdegnato, l'omaggio floreale depositato dal deputato neonazista, provocando reazioni contrapposte nella folla. Il capo della polizia greca ha ordinato un ispezione sull'accaduto e sospeso il commissario ribelle. Altri incidenti,
causati dalla presenza di esponenti di Alba Dorata nella delegazioni ufficiali per la commemorazione, hanno avuto luogo nella città di Kozani.
Membri del Partito comunista hanno manifestato contro la delegazione del partito nazista, al grido di "fuori i nazisti", respinti da cariche della polizia che hanno impedito loro di raggiungere il sito della commemorazione. Il bilancio degli scontri è di un manifestante arrestato. In risposta alla presenza della delegazione di Alba Dorata, i combattenti della Resistenza Nazionale si sono allontanati senza deporre la corona di fiori.
Lo stesso giorno, la proiezione di una soap opera turca alla televisione privata ha scatenato le proteste dei militanti del partito nazista che si sono dati appuntamento all'ingresso del canale televisivo MEGA. Poche centinaia, hanno intonato slogan irripetibili e raggiunto il culmine quando Christos Pappas portavoce in parlamento di Alba Dorata, ha urinato sul portone d'ingresso della tv privata. Subito dopo si è rivolto ai militanti del partito, gridando “ferro e fuoco ai maiali turchi”. Alla fine della protesta Christos Pappas, Ilias Kasidiaris e Ilías Panayotaros, tutti deputati del partito nazista, hanno lanciato del cibo contro le finestre degli uffici di MEGA.

No comments:

Post a comment